BORSA PLASTIC PASTRY

150,00 

COLLEZIONE SWEET FAKE SWEET FAKE è un’esplosione di colore, ironia e responsabilità: la prima collezione di accessori moda Primavera 2026 dove l’opulenza visiva incontra la sostenibilità tattile. Ogni pezzo è un omaggio alla bellezza che rinasce da ciò che si credeva scarto. Borse, ultrapiatte, che sembrano torte, con rose che imitano la glassa e i…

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Descrizione

COLLEZIONE SWEET FAKE
SWEET FAKE è un’esplosione di colore, ironia e responsabilità: la prima collezione di accessori moda Primavera 2026 dove l’opulenza visiva incontra la sostenibilità tattile.
Ogni pezzo è un omaggio alla bellezza che rinasce da ciò che si credeva scarto.
Borse, ultrapiatte, che sembrano torte, con rose che imitano la glassa e i ripieni e cuciture invisibili per preservare la magia dell’inganno dolce.
Collane, imprevedibili e multitasking con chilometri di frange.
Maxi orecchini, scultorei ma leggeri.
Frange lunghe e corte, che si muovono come petali al vento, cucite a mano su basi in pelle riciclata.

I protagonisti assoluti sono due materie prime rigenerate:
-Maxi rose in plastica riciclata, ottenute esclusivamente da bottiglie d’acqua post-consumo. Ogni rosa è termoformata a mano, conservando la forma ed il colore.
-Ritagli di pelle riciclata, provenienti da scarti di lavorazione industriale (concerie e pelletterie). Tagliati, a mano, in forme libere e assemblati a mosaico, senza mai sprecare un centimetro.

Cuciture nascoste dappertutto: dietro ogni fiore, sotto ogni frangia, lungo i bordi delle “torte”. L’occhio vede solo colore e volumi, ma la mano scopre una precisione da alta oreficeria tessile.Colori vividi.rosso, fucsia, limone, verde, arancio.

SWEET FAKE non chiede di passare inosservata. Chiede di indossare una seconda possibilità.

“Non semplicemente riciclo. Rinascita decorata.”

 

“BORSA PLASTIC PASTRY”,l’accessorio che inganna l’occhio e sfida il gusto (altrui).

A prima vista, è una torta. Una di quelle quasi troppo belle per essere mangiate, con rose rosso passione che sembrano uscite da una pasticceria francese. Peccato che quei petali siano in plastica riciclatissima, nata da vaschette del supermercato, tappi smarriti e forchette usa e getta con sensi di colpa.
Dall’altro lato esplode un bestiario post-industriale: frange e squame di ogni misura, tagliate a mano libera (sì, a occhio e coltello, come le patatine) in pelle recuperata da scarti di lavorazione. Scarti veri, di quelle fabbriche che producono divani e giacche, e che ho intercettato prima che finissero in qualche discarica “autorizzata”.
Ogni squama è cucita a mano con cuciture nascoste, perché il disordine va gestito, non esibito. Il risultato? Una borsa che da un lato finge dolcezza anni ’50 e dall’altro sembra uscita da un documentario sui rettili in sciopero.
Non contiene calorie, ma contiene una quantità imbarazzante di domande (“Ma è una torta?” “Posso toccare le squame?” “Perché?”).

PLASTIC PASTRY per chi vuole sembrare una pasticciera sadica con la passione per l’upcycling.
“L’unica borsa che non sai se offrire al compleanno o tenere addosso per un rave post-apocalittico.”

Informazioni aggiuntive

Peso 1 kg

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